D.Lgs. 26 Gennaio 1948, n. 98

 

 “Disciplina delle casse conguaglio prezzi.” - Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 marzo 1948, n. 56, ratificato dalla L. 17 aprile 1956, n. 561

 

1. Le casse o i fondi di conguaglio, di rischi o di compensazioni, e in genere, le casse o i fondi, comunque denominati, istituiti o da istituire per la gestione dei sovrapprezzi, di quote di prezzo o ai contribuzioni imposte dalle competenti autorità per la disciplina dei prezzi, sono sottoposti alta vigilanza delle Amministrazioni interessate e del Ministero del tesoro [1].

La vigilanza può essere esercitata anche a mezzo degli organi locali delle Amministrazioni rispettive.

È in facoltà del Ministero del tesoro di adottare provvedimenti cautelativi di carattere finanziario.

 

2. Le casse e i fondi di cui si renda necessaria la costituzione sono istituiti d'intesa col Ministero del tesoro ed hanno gestione autonoma a mezzo di apposito Comitato di gestione.

Il predetto Comitato di gestione è composto di regola di non più di cinque membri ed e nominato o sostituito dall'autorità che ha imposto il sovrapprezzo, la quota di prezzo o la contribuzione o dall'Amministrazione da esso delegata, d'intesa con l'Intendenza di finanza, ovvero, per le casse a carattere interprovinciale o nazionale, d'intesa con il Ministero del tesoro.

Per ogni cassa o fondo è nominato inoltre un revisore in rappresentanza dell'Amministrazione del tesoro, ovvero - quando se ne presenti l'opportunità - un collegio di revisori composto di tre membri di cui uno, che lo presiede, in rappresentanza del Tesoro e gli altri due in rappresentanza delle Amministrazioni statali prevalentemente interessate.

I revisori di cui al precedente comma esercitano le stesse funzioni che spettano ai sindaci delle società per azioni, in quanto compatibili con le particolarità dell'ordinamento e del funzionamento delle casse e dei fondi.

Gli organi di gestione e di revisione che - per le casse ed i fondi esistenti all'atto dell'entrata in vigore del presente decreto - non risultino costituiti secondo le disposizioni anzidette, devono essere uniformati alle stesse a cura dell'Amministrazione che ha istituito i singoli fondi o casse.

 

3. Entro due mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale il Comitato di gestione della cassa o del fondo deve rendere il conto della sua gestione all'autorità che ha istituito il sovrapprezzo, la quota di prezzo o la contribuzione ed alla Intendenza di finanza e, per le casse a carattere interprovinciale o nazionale, al Ministero del tesoro, e deve riferire sulle operazioni compiute e sulla situazione finanziaria o patrimoniale.

Il Comitato predetto dovrà unire una relazione del revisore o del Collegio dei revisori.

 

4. Con le stesse norme previste nell'articolo precedente, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto deve essere reso il conto delle gestioni anteriori al 31 dicembre 1947, a decorrere dall'ultimo approvato dall'autorità statale competente per tale approvazione secondo il provvedimento istitutivo della cassa o del fondo, ovvero, in mancanza, dal prefetto.

La disposizione si applica anche per le gestioni delle casse o dei fondi soppressi o che comunque abbiano cessato di funzionare prima della entrata in vigore del presente decreto.

 

5. I rendiconti previsti negli articoli precedenti sono approvati, d'intesa con l'autorità che ha imposto il sovrapprezzo, la quota di prezzo o la contribuzione, dall'Intendenza di finanza, ovvero, per le casse a carattere interprovinciale o nazionale, dal Ministero del tesoro.

Ai fini della approvazione dei rendiconti di cui al suindicato comma dovrà in ogni caso essere preventivamente sentita la Commissione istituita con l'art. 1 del decreto ministeriale 20 ottobre 1945 [2], pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 1946, n. 1, organo consultivo delle Amministrazioni interessate per tutto quanto concerne la materia delle casse o dei fondi di cui all'art. 1. 

 

6. Il Ministero del tesoro e le Amministrazioni che hanno imposto i sovrapprezzi, quote di prezzo o contribuzioni possono eseguire, con i mezzi più idonei i necessari controlli presso coloro che sono tenuti al pagamento dei cennati sovrapprezzi, quote di prezzo o contribuzioni ed hanno facoltà di richiedere ogni elemento che occorra per l'esercizio della vigilanza sull'adempimento degli obblighi stabiliti nel provvedimento istitutivo delle casse o dei fondi.

 

7. I sovrapprezzi, le quote di prezzo o le contribuzioni stabilite a favore delle casse o dei fondi devono dagli obbligati essere versati nei modi e nei termini previsti nelle norme che disciplinano la gestione delle casse e dei fondi o, se non è altrimenti disposto, entro trenta giorni dalla cessione delle merci sulle quali sono applicati i sovrapprezzi, le quote di prezzo o le contribuzioni.

Se all'entrata in vigore del presente decreto tali termini siano decorsi, il versamento deve farsi entro i trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.

Per le casse o i fondi soppressi o che comunque abbiano cessato di funzionare, i versamenti devono essere eseguiti entro i sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, mediante vaglia del Tesoro o vaglia cambiario della Banca d'Italia - intestato alla Tesoreria centrale - da inviarsi alla Intendenza di finanza accompagnato da un rendiconto delle somme dovute.

 

8. Gli inadempienti alle disposizioni di cui all'art. 3 ed al primo comma dell'art. 4 sono solidalmente tenuti - senza pregiudizio dell'azione penale qualora il fatto costituisca reato - al pagamento in favore dell'Erario dello Stato della sanzione pecuniaria di L. 20.000; nel caso d'inadempienza della disposizione del secondo comma dell'art. 4 la sanzione pecuniaria è di L. 50.000.

Coloro che sono tenuti, a norma dell'articolo precedente al versamento delle somme dovute per soprapprezzi, quote di prezzo o contribuzioni, in caso di inadempienza a tale obbligo nei termini prescritti incorrono in una sanzione pecuniaria pari a tre volte la somma accertata come dovuta e ciò senza pregiudizio dell'azione penale contro i responsabili qualora il fatto costituisca reato.

Le predette sanzioni pecuniarie, su richiesta del Ministero del tesoro, vengono applicate dall'Intendenza di finanza con ingiunzione, osservando le disposizioni del testo unico 14 aprile 1910, n. 639, relativo alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.

 

9. Alla riscossione dei sovrapprezzi, delle quote di prezzo o delle contribuzioni dovute alle casse o ai fondi, e non versate nei termini previsti, provvede l'Intendenza di finanza secondo le disposizioni del citato testo unico 14 aprile 1910, n. 639.

 

10. È vietato l'impiego delle somme e di ogni altra attività delle casse o dei fondi per scopi diversi da quelli per i quali le casse o i fondi stessi sono stati istituiti.

 

11. La trasformazione, la soppressione e la liquidazione delle casse o dei fondi di cui all'articolo 1, sono disposte dai Ministeri interessati sentita la Commissione citata nel secondo comma dell'art. 5.

Il liquidatore o i liquidatori sono nominati dal Ministero del tesoro che, ove lo ritenga opportuno, può affidare la liquidazione all'Intendenza di finanza.

Nel caso di soppressione delle casse o dei fondi, le attività residue sono distribuite agli aventi diritto in proporzione dei crediti di ciascuno, osservate, ove non sia possibile la soddisfazione integrale di essi, le disposizioni vigenti in materia di liquidazione coatta amministrativa.

Le attività nette residue che risultano dopo la chiusura delle operazioni di liquidazione sono devolute allo Stato.

[In caso eccezionale, su richiesta degli Enti e delle Amministrazioni statali interessate, il Ministero del tesoro sentita la Commissione di cui all'art. 5 può autorizzare l'erogazione delle attività nette residue, in misura non superiore al 50 per cento, ai fini di pubblica utilità] [3].

 

12. Rimane ferma la destinazione già disposta dall'autorità statale per i residui delle gestioni chiuse anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto, sempreché a tale data i provvedimenti relativi siano stati eseguiti.

 

13. Qualsiasi disposizione che contrasti con le norme del presente decreto è abrogata.

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 



[1] Il D.P.R. 14 febbraio 1957, n. 179, così dispone:

«Articolo unico. L'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa, nei giudizi attivi e passivi davanti le autorità giudiziarie, i collegi arbitrali e le giurisdizioni amministrative e speciali, delle Casse o fondi di conguaglio, di rischi o di compensazione, e in genere delle casse o dei fondi comunque denominati, istituiti o da istituire per la gestione dei sovrapprezzi, di quote di prezzi o di contribuzioni imposte dalle competenti autorità per la disciplina dei prezzi».

[2] Recante norme per la costituzione ed il funzionamento, presso il Ministero del Tesoro, di una commissione interministeriale per la riorganizzazione, la trasformazione e la liquidazione delle casse di conguaglio prezzi e simili e pubblicati nella Gazz. Uff. 2 gennaio 1946, n. 1 esso così dispone:

«Art. 1. È istituita presso il Ministero del tesoro una Commissione interministeriale per la riorganizzazione, la trasformazione e la liquidazione delle casse di conguaglio prezzi e simili.

Art. 2. (recante i nomi dei primi componenti).

Art. 3. La Commissione provvederà, con i mezzi più idonei, alla raccolta di ogni notizia e di ogni dato in possesso delle varie Amministrazioni interessate, riguardanti le casse in questione e determinerà la loro posizione, particolarmente per quanto concerne la situazione dei rispettivi fondi avanzati dalle gestioni e di quelli eventualmente trasferiti nell'Italia settentrionale, previo esame dei relativi conti di gestione, dei quali proporrà l'approvazione alle Amministrazioni competenti. Farà le opportune proposte per la destinazione da dare ai fondi stessi e circa la liquidazione, la trasformazione o il mantenimento delle casse medesime. Proporrà inoltre le norme di carattere generale che dovranno disciplinare le casse in parola.

Art. 4. La Commissione effettuerà i suoi lavori collegialmente e singolarmente a seconda delle circostanze e del lavoro da compiere.

Per l'espletamento del suo compito le è assegnato, per ogni gestione definita, un compenso nella misura da fissarsi dal Ministero del tesoro, in relazione all'entità della gestione esaminata e del lavoro compiuto ed il cui onere graverà sulla gestione stessa.

Ad ogni componente la Commissione sarà inoltre corrisposta la medaglia di presenza per ogni intervento alle riunioni collegiali, da liquidarsi in base alle disposizioni vigenti, a carico delle gestioni predette.

Art. 5. I Ministeri interessati potranno, prima di approvare i conti di gestione, disporre ulteriori accertamenti sia per quanto riguarda le risultanze dei conti di cui viene proposta l'approvazione, sia sulla regolarità amministrativa e contabile delle gestioni stesse. Compete alle cennate Amministrazioni l'emanazione dei provvedimenti in ordine al mantenimento, soppressione o trasformazione delle casse e delle norme di carattere generale di cui al presente art. 3». Peraltro, il riportato D.M. 20 ottobre 1945, è stato soppresso dall'articolo unico, L. 14 ottobre 1971, n. 914, riportata al n. VIII.

[3] Comma abrogato dall'articolo unico, L. 14 ottobre 1971, n. 914